#fuoridaidenti

Le vane intenzioni


Per anni ho androginizzato la mia persona, ho mortificato la mia femminilità, probabilmente l'ho fatto in modo inconsapevole, per richiamare l'attenzione sulla mia essenza, sulle mie doti artistiche, probabilmente al fine di essere apprezzata per le mie qualità interiori. La frase fatta che una donna deve sempre dimostrare quanto vale più di un uomo è una triste verità, perché se una donna ha il rossetto rosso non importano le parole che usciranno dalla sua bocca, l'attenzione sarà attratta solo da rossetto rosso.
Ma è giusto soffocare la propria femminilità per evitare incomprensioni? È giusto rinunciare a truccarsi, acconciarsi, sentirsi a proprio agio con la propria parte femminile e mostrarlo apertamente? No, non lo è. Ma la realtà torna sempre a bussare alla porta, e le intenzioni vengono travisate, vengono ignorate, non vengono proprio viste…. perché se la mia intenzione è quella di mandare un messaggio ne viene recepito un altro? Perché se mandassi questo messaggio nascosta da un velo arriverebbe direttamente? Perché una donna non ha il diritto di essere donna, di curarsi esteticamente, di apparire piacente senza per questo essere recepita come sensuale o provocante? Perché per essere ascoltata devo mortificare la mia femminilità? Sono domande a ruota libera, forse stupide… Ma mi sto rendendo conto sempre più spesso che le mie intenzioni non vengono recepite, vengono travisate.
Vorrei sentirmi libera di poter esprimere i miei contenuti usando l'involucro che più mi aggrada in quel momento, e vorrei che i contenuti fossero presi per quello che sono e non fossero influenzati dal mio involucro… se sono nata donna evidentemente un motivo c'è ma non per questo devo rinunciare a esprimere cose che con l'essere donna non hanno necessariamente a che vedere…
Il fatto che curi il mio aspetto non significa che voglio che il mio aspetto abbia la supremazia sulle mie idee. Sarebbe bello che le intenzioni arrivassero per quello che sono… Sarebbe bello che ciò che le persone hanno da dire arrivasse indipendentemente dal loro aspetto, sarebbe bello ricevere commenti e complimenti per le mie capacità… sarebbe bello che io possa esprimere la mia creatività anche ben vestita e ben truccata senza per questo ricevere apprezzamenti sulla mia persona esteriore e non sulle mie doti interiori.
Mi sono dilungata e forse non sono riuscita ad esprimere i concetti che volevo esprimere… È che vorrei essere già in un'utopica società dove la libertà di essere se stessi in ogni aspetto della propria persona non pregiudica il messaggio che si vuole mandare.

Io dico basta


Dopo aver scorso una decina di concorsi d’arte che finiscono tutti per chiedere soldi, ho maturato la decisione che per fare concorsi smetterò di pagare.
Se tutti gli artisti facessero così smetterebbero di fiorire sedicenti organizzatori e galleristi dell’ultima ora…
SMETTERE DI PAGARE PER CONCORRERE A PREMI PITTORICI E’ L’UNICO MODO PER BLOCCARE GLI APPROFITTATORI.
Amici artisti lo capite che sfruttano soltanto il nostro desiderio di emergere?
Posso capire un rimborso spese nel momento in cui si partecipa ad una mostra, ma pagare anche fino a 50 euro solo per MANDARE UNA FOTO DI UN OPERA senza la certezza di poter esporla fisicamente mi pare una follia.
IO DICO BASTA.
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Polemica time


Il fatto che stia lavorando ad una crescita interiore e al raggiungimento di una maggiore serenità non vuol dire che non smetterò di essere polemica. Ho sempre detto quello che mi sta sullo stomaco e continuerò a farlo.
Sicuramente la mia sincerità contribuisce a farmi terra bruciata intorno, ma a dire il vero essere circondata da persone che non reputo all’altezza della situazione o competenti non è nel mio interesse, né umano né artistico.

Se esprimere il mio giudizio su questa mostra significherà tagliare alcuni ponti pazienza, tanto sono io la prima a non voler ripetere esperienze espositive di questo genere.

Allestimenti improponibili spacciati per mostre serie… Se non c’è posto è inutile invitare troppi artisti per fare cassa e appiccicare i quadri ovunque e comunque, senza un minimo di senso estetico… E si considerano galleristi? Mi verrebbe voglia di andare a riprendere i miei quadri immediatamente.
Due sedi espositive: Da una parte quadri messi in giardino attaccati senza criterio a un filo come se fossero panni stesi, dall’altra opere esposte in un hotel che non ritiene utile pubblicizzare la mostra e che se ne lava le mani dicendo ” abbiamo offerto l’aperitivo”… Ah beh, una bella professionalità non c’è che dire.

E se non mi costasse così tanta fatica andare sino a Forte dei Marmi partirei in questo momento stesso per riportare a casa le mie creature, che nel mio studio fanno più figura.

Mostra Arte Contemporanea al Forte

Lasciamo il concetto ai libri


Il fatto che ami dipingere e che abbia fatto della pittura la mia professione non significa che sia interessata a tutto ciò che ruota intorno alla pittura, anzi, mi reputo di un’ignoranza abissale.

A mia discolpa dico che l’arte dovrebbe parlare da sola, troppi discorsi, troppi giri di parole per spiegare opere che in realtà non dicono nulla mi sembrano solo una vendita di fuffa.

Che non amo l’arte concettuale è risaputo, un concetto lo si può esprimere a parole, se devo realizzare un’installazione per la quale devo poi scrivere fiumi per spiegarla mi dite qual’è l’utilità? Parere personale ovvio.

Sono sempre più convinta che ci sia un carrozzone di personaggi poco qualificati pronti solo a spremere economicamente gli artisti ed altri, magari qualificati, che si divertono invece a fare il bello e il cattivo tempo usandoli come se fossero azioni da quotare in borsa o dei soldatini da posizionare su un tavolo.

A volte leggo giudizi critici e mi chiedo se quelle persone ci credono davvero nelle cazzate che scrivono o se invece è solo un’operazione commerciale.

Forse sarà per questo che preferisco leggere un buon libro agli articoli di Art Tribune e simili.

Forse è per questo che quando i galleristi si fregiano di avere in scuderia  artisti famosi pensando di farmi rimanere a bocca aperta io non so nemmeno chi siano.

E come ho scritto sulla bio di Twitter, temo che per aver successo dovrò aspettare la prossima vita.

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Incursione a Lucca Art Fair


 

Ieri ho preso le poche energie che avevo e mi sono recata con mio marito alla prima fiera d’arte organizzata a Lucca; mi sono detta che non potevo mancare un’appuntamento del genere visto che era così vicino, che ce la potevo fare, che dovevo trovare l’energia per andare.

La sera prima mi sono risolta a creare artigianalmente una piccola brochure informativa da poter lasciare alle gallerie che trovassi affini, il progetto di fare un catalogo era in cantiere da molto ma avevo sempre rimandato privilegiando il sito web e gli aggiornamenti del blog. Ho usato Ibook Autor per creare un mini ebook che poi mio marito ha stampato ed assemblato amorevolmente, così giusto per poter mostrare subito qualche foto dei miei lavori più recenti (alla fine dell’articolo potrete scaricare gratuitamente il piccolo ebook in formato pdf se volete).

Ma veniamo alla fiera.

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Non era grandissima e le gallerie che hanno destato il mio interesse erano poche, la maggior parte degli stand esponevano i soliti artisti straquotati (Schifano, Rotella…) che oltretutto non amo, qualcuna invece proponeva artisti emergenti, alcuni dei quali mi sono piaciuti moltissimo.

Per il mio carattere andare a proporsi in prima persona è stato difficile, sentirsi dire NO o vedersi guardare con aria di sufficienza è devastante, anche perchè  non si va a vendere un sapone o una crema, in quanto artisti si va a proporre noi stessi, la nostra arte contiene la parte più intima e potente del nostro essere ed un no ad una nostra opera è come se fosse un no alla nostra vita.

Per fortuna ho incontrato un paio di galleristi con i quali è stato possibile anche parlare a lungo; con ciò non voglio dire che per questo si avvierà una collaborazione, ma se non altro è stato possibile avere un’idea di come funzionano certi meccanismi ed ho potuto lasciare un contatto senza sentirmi come se mi facessero l’elemosina.

Una cosa è certa, esperienze del genere mi mettono di fronte in modo inequivocabile il fatto di quanto sia difficile emergere e soprattutto di quanto il mio stato fisico un po’ traballante mi sia di ostacolo, ma come dico sempre dipingere è la mia vita, non posso fare altro che continuare su questa strada come posso e con i limiti che ho.

Menzione speciale al gallerista che sfogliando la mia brochure ha definito i miei quadri “gradevoli”… gli ho sorriso, ma gli avrei sputato in un occhio.

NoProject Ebook

 

Il fattore umano


Dell’importanza di un maestro vero.

Il fattore umano viene dimenticato sempre più spesso.
Troppo spesso dimentichiamo la qualità del rapporto diretto con le persone, il poter scambiare opinioni dal vivo, il poter toccare con mano e guardare da vicino l’operato altrui…
Perchè oggi rifletto su questa cosa? Semplice, perchè ho visto la pubblicità dei corsi di pittura a fascicoli ed ho provato pena.
Mi ha fatto tristezza pensare ad una persona che va in cartoleria a comprarsi il corso per imparare a dipingere, l’ho immaginata da sola a cimentarsi con quest’avventura, l’ho immaginata fiduciosa verso questo mezzo di apprendimento e contenta di spendere poco, l’ho immaginata pensare che non sarebbe valsa la pena di spendere troppo per un corso di pittura quando basta un fascicoletto ad insegnarti le tecniche di base. Poi ho cominciato a vedere questa persona arrabbiarsi perchè le cose che sembravano così facili nel tutorial in realtà non lo sono e non c’era nessuno a darle un consiglio, a dirle una parola di incoraggiamento; ed infine ho visto la stessa persona dopo un po’ di tempo accantonare l’idea di dipingere e mollare i fascicoli in un cassetto.
Perché il fattore umano è importante.
Perchè in un corso di pittura, se si ha la fortuna di frequentarne uno collettivo, oltre ad imparare dall’insegnante si impara anche dagli altri  e comunque un maestro in carne ed ossa ha bagaglio tecnico ed umanoo, un’esperienza che nessun fascicolo può trasmettere.
Una persona vera è lì mentre impari e ti incoraggia,  capisce dove sbagli e può correggerti, un maestro con cui instauri un rapporto cerca di capire la tua difficoltà e prova a convertirla in un passo avanti.
Un fascicolo comprato in cartoleria non potrà mai darti né l’esperienza né il supporto morale ed umano che un maestro di pittura ti potrà offrire.
Non scordate mai il fattore umano.

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Le puttane dell’arte


Io li chiamo  le puttane dell’arte,  sono quei critici che, una volta raggiunta la notorietà, se ben pagati ti recensiscono e si sperticano in lodi anche se sei un artista penoso.
Quando mi riferisco a tali individui me ne viene in mente subito uno, di cui ovviamente non posso fare il nome, perchè va bene essere senza peli sulla lingua, ma cogliona no, e non voglio certo beccarmi una denuncia…
E’ la seconda volta che vengo contattata dalla stessa organizzatrice di eventi per artisti dalla parlantina fluente, nel cui eloquio le parole più ricorrenti sono “importante” ed il nome della puttana, come se queste due paroline fossero la chiave del paradiso, mentre servono solo per aprire il cancello della diffidenza del malcapitato artista.
La prima volta c’ero quasi cascata, l’unica cosa che mi salvò è che la cifra richiestami era davvero troppo spropositata e prima di dire sì ci ragionai a bocce ferme; nulla è nemico di questa gente come il tempo: loro non devono darti il tempo di pensare, ti assediano con telefonate lusinghiere, ti dicono che le adesioni sono tantissime ma che ci tengono troppo a che tu ci sia, ed è per questo che ti hanno telefonato, e ti dicono anche che la puttana ha visto i tuoi lavori e se ne è innamorato… ovviamente il mega critico nemmeno sa che io esista, perchè altrimenti, penso io, se davvero fosse rimasto folgorato dalle mie opere magari mi avrebbe contattato, non sono poi così difficile da trovare in fondo.
Sono diventata stronza, tutti questi tentativi di lucrare alle spalle degli artisti o di chi crede di esserlo mi ha fatto venire la bile, e smascherare certi meccanismi è diventato quasi un gioco. Stamani ho investigato un po’ e sono andata a vedere il materiale sugli eventi importantissimi passati ai quali volevano partecipassi, e come pensavo tanto fumo e niente arrosto… un bellissimo allestimento dove la maggior parte delle opere erano penose. Vogliamo parlare della giuria del concorso al quale mi hanno invitata? Praticamente io mammeta e tu.
Ovviamente la puttana è il giurato di spicco, poi pinco e pallino della ditta organizzatrice ed un paio di galleristi, dei quali uno non aggiorna il sito della propria galleria da 3 anni e l’altro tiene qualche nome famoso in vendita ma poi mangia sui disgraziati come me che pagano per esporre.
Insomma, il solito schifo.
Ma torniamo alla puttana e al perché di questo epiteto.
Viene da chiedersi perchè uno che in fin dei conti ha una certa cultura ed una certa reputazione come critico si presti a certi teatrini, e la risposta è una sola: SOLDI.
Perchè i soldi evidentemente non bastano mai.

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Gusto affondato


Gusto in caduta libera

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DollSamantha, 100×130 olio su tela 2015

 Ma sì, certo livelliamo sempre di più il gusto artistico verso il basso… Fioriscono portali in cui si invita a vendere le proprie opere d’arte, portali nei quali non c’è un minimo di selezione. Cani e porci sono invitati a mettere in mostra le proprie schifezze, e non parlo in modo saccente o da persona che si sente superiore, parlo da professionista che dipinge da anni e che si è laureata in pittura. Vedo sempre più quadri che sono croste senza un minimo di tecnica o di decenza, persone che si improvvisano artiste e che credono di aver realizzato opere d’arte invece di semplici quadri a livello hobbistico. Credo che dobbiamo dire basta, chi fa l’artista di professione dovrebbe smettere di sottostare a certi meccanismi. Basta mettersi in mostra con dilettanti allo sbaraglio, basta pagare € 50 solo per far vedere un’opera e partecipare eventualmente ad un concorso… tutto ciò è uno schifo. L’arte dovrebbe elevare le persone, invece adesso tutti si credono artisti, alla prima te la imbrattata si crede di poterla vendere on-line… Sono stufa di tutto questo, stufa marcia.