emozioni

Riflessioni sulla difficoltà dei cambiamenti


I momenti di pianura, quelli in cui vivi di rendita delle fatiche fatte, sono rari.

Siamo in costante mutamento e spesso assestarsi è dura, non viene così facile accettare che possiamo essere altro da ciò che pensavamo di essere, accettare che si può cambiare idea, che si possa fare qualcosa che non si è mai fatta.

È dura imparare a lasciar andare gli attaccamenti al passato, smettere gli abiti che non ci stanno più… è rassicurante avere idee immutabili e comportamenti sempre uguali a se stessi, ma la vita è fluida e rimanere fissi in atteggiamenti che ormai non ci appartengono più è deleterio, spesso rimaniamo attaccati ad un idea di noi che non rispecchia il presente ma ciò che siamo stati.

Accettare questo non è facile ma nel momento in cui si capisce che possiamo concederci di essere tutto e il contrario di tutto si ha un senso di libertà tale che sembra di volare…

Ma siamo esseri sociali… una volta affrontata la salita della comprensione e la discesa liberatoria, la pianura riposante dura poco… nelle relazioni sociali il cambiamento che per noi è stato graduale e digerito appare come mutamento inspiegabile, chi ci circonda ci guarda e non ci riconosce e se vogliamo mantenere dei rapporti sociali ricomincia la salita faticosa del riuscire a far accettare che possiamo essere altro da ciò che eravamo anche a chi ci circonda… o del riuscire ad accettare noi per primi che gli altri possano non comprenderci…

Sarebbe bello essere così indipendenti emotivamente da non aver bisogno dell’amore altrui, dell’approvazione altrui… ma se cercare amore può essere comunque positivo, proprio perché l’essere umano ha comunque una natura sociale, cercare l’approvazione è sicuramente un atteggiamento deleterio per la nostra autostima, fiducia e salute. L’atto d’amore più grande è amare senza dover prima approvare… l’approvazione implica il giudizio ed il giudizio ingabbia, non lascia liberi di cambiare e seguire il flusso della vita… noi per primi spesso siamo i peggiori giudici di noi stessi e limitiamo le nostre possibilità con paletti, giudizi e critiche.

Mi sto rendendo conto che questo fluire, questo continuo assestarsi, ha pochi momenti in cui si vive di rendita e molti invece in cui il lavoro su noi stessi è costante.

Sì, le pianure sono poche… perché imparare ad amarsi sempre e comunque è in salita ed in salita poi è pure la restituzione di chi ci circonda, il confronto con chi non ci riconosce più …

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Anteprima!


Questo post lo scrivo per invitarvi a guardare il video TAG sull’infanzia che uscirà sul mio canale Martedì 1 agosto 2017 alle 14,30!   Ho amato rispondere a queste domande, mi hanno permesso di ricordare alcune cose di me e di quando ero bambina e sono molto contenta di come è venuto il video.
Per essere sicuri di vederlo ISCRIVETEVI SUL MIO CANALE E ATTIVATE LE LE NOTIFICHE cliccando sulla CAMPANELLINA! http://www.youtube.com/c/ArasulèASMR

Ecco di seguito le domande a cui ho risposto nel video:

1)la tua favola preferita? perchè?
2)ti piaceva impersonare i personaggi delle favole?se sì, quali?
3)qual’era un punto di ritrovo nella tua città/paese dove andavi per incontrare i tuoi
amici di infanzia?
4)triggers preferiti?quali ti piacevano di più?preferivi ascoltarli in momenti specifici?
5)il tuo più grande sogno
6)la materia che ti piaceva di meno?parlane
7)cosa eviteresti di fare se potessi tornare indietro nel tempo?perchè?
8)ti è sempre piaciuto il tuo nome?se no, quale avresti voluto avere?
9)mostra un oggetto legato alla tua infanzia e, se vi è possibile, facci del tapping
in stereo-mode
10)parla di un momento nostalgico del passato
11)da piccola/o preferivi la voce di quale genitore?spiega il perchè
12)tagga chi vorresti assolutamente che lo facesse, poi precisa che però il tag è rivolto
a tutti

Le vane intenzioni


Per anni ho androginizzato la mia persona, ho mortificato la mia femminilità, probabilmente l'ho fatto in modo inconsapevole, per richiamare l'attenzione sulla mia essenza, sulle mie doti artistiche, probabilmente al fine di essere apprezzata per le mie qualità interiori. La frase fatta che una donna deve sempre dimostrare quanto vale più di un uomo è una triste verità, perché se una donna ha il rossetto rosso non importano le parole che usciranno dalla sua bocca, l'attenzione sarà attratta solo da rossetto rosso.
Ma è giusto soffocare la propria femminilità per evitare incomprensioni? È giusto rinunciare a truccarsi, acconciarsi, sentirsi a proprio agio con la propria parte femminile e mostrarlo apertamente? No, non lo è. Ma la realtà torna sempre a bussare alla porta, e le intenzioni vengono travisate, vengono ignorate, non vengono proprio viste…. perché se la mia intenzione è quella di mandare un messaggio ne viene recepito un altro? Perché se mandassi questo messaggio nascosta da un velo arriverebbe direttamente? Perché una donna non ha il diritto di essere donna, di curarsi esteticamente, di apparire piacente senza per questo essere recepita come sensuale o provocante? Perché per essere ascoltata devo mortificare la mia femminilità? Sono domande a ruota libera, forse stupide… Ma mi sto rendendo conto sempre più spesso che le mie intenzioni non vengono recepite, vengono travisate.
Vorrei sentirmi libera di poter esprimere i miei contenuti usando l'involucro che più mi aggrada in quel momento, e vorrei che i contenuti fossero presi per quello che sono e non fossero influenzati dal mio involucro… se sono nata donna evidentemente un motivo c'è ma non per questo devo rinunciare a esprimere cose che con l'essere donna non hanno necessariamente a che vedere…
Il fatto che curi il mio aspetto non significa che voglio che il mio aspetto abbia la supremazia sulle mie idee. Sarebbe bello che le intenzioni arrivassero per quello che sono… Sarebbe bello che ciò che le persone hanno da dire arrivasse indipendentemente dal loro aspetto, sarebbe bello ricevere commenti e complimenti per le mie capacità… sarebbe bello che io possa esprimere la mia creatività anche ben vestita e ben truccata senza per questo ricevere apprezzamenti sulla mia persona esteriore e non sulle mie doti interiori.
Mi sono dilungata e forse non sono riuscita ad esprimere i concetti che volevo esprimere… È che vorrei essere già in un'utopica società dove la libertà di essere se stessi in ogni aspetto della propria persona non pregiudica il messaggio che si vuole mandare.

“L’assurdo comico” backstage, prova generale e Spettacolo


E anche lo spettacolo di fine corso, quella cosa per cui abbiamo lavorato mesi ed abbiamo trepidato, è andato… I miei compagni di avventura hanno scritto riflessioni molto belle… personalmente sento di non aver molto da dire in merito se non un enorme GRAZIE a questo gruppo affiatato con il quale sono stata benissimo e con cui ho avuto voglia di fare le prove anche quando il fisico sarebbe rimasto a letto.

Mai una prova mancata, imbottita di antidolorofici, traballante, con il dente cavato… e tutto per senso del rispetto verso gli altri ma soprattutto perché con questo gruppo di persone mi sono trovata a mio agio e  non vederle per una settimana mi sarebbe dispiaciuto troppo.

Questa esperienza, che spero di ripetere, mi ha fatto capire che non mi importa tanto recitare quanto più stare nell’atmosfera che si crea. Sono contenta di aver avuto una parte con poche battute ma di espressione corporea, sono contenta di aver potuto cantare nuovamente dopo molti anni e sono contenta di aver goduto del lavoro dei miei compagni di viaggio che hanno imparato parti difficili e lo hanno fatto con entusiasmo.

Un ringraziamento all’amica, insegnante e regista Monica Menchi.

E menomale che non volevo parlare!

Vi lascio con un breve video-collage di foto nelle quali ci siamo soprattutto mio marito ed io, metterle tutte sarebbe stato troppo!

A ruota libera


Il giudizio. Su tutto, sugli altri, su noi stessi…parole o silenzi che si incastrano in gola e ci soffocano.

Ho appena scritto questa frase su Facebook e già è servita a sciogliere un po’ il famoso ovo sodo che ogni tanto appare in gola… sì perché ormai sono arrivata ad una comunicazione tale tra corpo e mente che non appena taccio qualcosa, reprimo un sentimento o un pensiero, lui arriva e si materializza, un secondo prima non c’è e un secondo dopo ostruisce la gola. C’è chi lo chiama groppo o gnocco…io lo chiamo Ovo sodo, come quello del film di Virzì. E ormai ho capito che se ne va quando vuole, che l’unica cosa da fare è accettarlo e dirgli ok, ho capito, mi sto tradendo in qualche modo, sto tacendo qualcosa che vorrebbe urlare, sto facendo finta che vada tutto bene… e lui sta un po’ lì, a volte anche un giorno intero… se sono fortunata magari verso qualche lacrima che lo lubrifica….

Qual’è la mia più grande aspirazione? Al momento credo che la priorità assoluta sia la centratura, mantenermi centrata e serena indipendentemente da ciò che accade all’esterno. A volte ci riesco. Poi ci sono giorni in cui ti accorgi che invece il giudizio altrui è ancora così maledettamente importante… che poi non è il giudizio altrui in generale, è quello di coloro a cui tieni, che in fin dei conti che te ne frega di Tizio e di Caio se ti approvano o meno? Il guaio è che dopo un lavoro enorme di accettazione di te stessa, di imparare a volerti bene anche con i tuoi limiti, di imparare ad accettare anche le parti ridicole e di amarle, ti ritrovi a dover affrontare il rifiuto di coloro che ami. Una vita a tentare di togliere la cera, la maschera protettiva e poi proprio quando sei a volto scoperto ti arrivano i ceffoni… Tanta fatica per amarti, per voler bene anche alla parte bambina che hai soffocato sotto una coltre di buone maniere e convenzioni, tanta fatica per poi dover ricominciare da capo con altrettanta fatica…

Ma questo lo raccontano metaforicamente anche i Tarocchi, strumento tanto osteggiato e ingiustamente demonizzato. I Tarocchi ci raccontano una storia, che la vita è fatta di cicli… si cresce e si matura e poi si fa uno scatto con la Ruota della fortuna, si passa per mille peripezie e poi si arriva alla completezza del Mondo… ma dopo il mondo si riparte dal caos del Matto…e così via… Era molto che non scrivevo a ruota libera i miei pensieri, ma stamani è arrivato improvviso e inaspettato il crollo della Torre… ma nella storia dopo la distruzione arriva La Stella, la carta di messa a nudo e di fusione tra spirito e materia, la carta della speranza.

Oggi m’è presa così.

 

Nuovo video di Live Painting versione Relax


Ecco un nuovo video di pittura dal vivo usando tecniche di rilassamento ASMR, unione tra benessere e arte. Iscrivetevi al mio canale Youtube se volete rimanere aggiornati!

Grazie bimbi!


E poi succedono cose che fanno svanire in un attimo tutta la rabbia dovuta a 1000 problemi. Vedere dei bambini davanti al mio quadro esposto a Porcari, che fanno cerchio con attenzione e lo guardano, mi ha emozionata! Grazie a Riccarda Bernacchi e a Lucia Morelli di aver postato questa foto, mi ha illuminato la giornata.