La saggezza


primaelementare.jpgLa saggezza inconsapevole di mia madre, che ha 79 anni e probabilmente una demenza senile in corso, mi dice “non te la prendere, te la prendi troppo”, come se dipendesse da me prendermela o meno.

Non ci riesco a non prendermela, non ci riesco a farmi scivolare addosso le cose.

Come fai a restare inddifferente alla notizia che un tuo compagno di giochi e di scuola è morto di infarto a 45 anni? Non importa se non avevi più contatti con lui da anni,  ti viene subito in mente che ha la tua stessa età e che la sua vita è stata interrotta bruscamente, senza preavviso e troppo presto; ti ricordi di quando veniva a casa tua e facevate finta di essere degli speaker radiofonici e vi registravate su una cassettina con il registratore mezzo scassato… riguardi la foto delle elementari e pensi che una persona come te, della tua età, con la quale hai del passato in comune non c’è più.

Io proprio non ce la faccio a non prendermela.

E non voglio parlare delle tragedie che ci circondano ogni giorno, che a starci dietro ci sarebbe da star male ogni minuto della propria esistenza, a quelle si sopravvive eludendo qualche telegiornale o pensando ad altro finchè non ci toccano da vicino…

Non so se la saggezza sia il riuscire a prendere la vita come viene nonostante tutto, se così fosse, mia mamma, con la sua semplicità ed egoismo senile, allora è sicuramente molto più saggia di me.

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14 comments

  1. La morte, come la malattia e tutte le negatività che ci circondano, rientra tra le paure più remote e primordiali dell’uomo propri perché non possiamo dominarla. Purtroppo ce ne rendiamo conto solo nel momento in cui ci tocca da vicino.

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      1. Cara amica lo sai che questa convivenza piena di angoscia è innutile e dispendiosa,ti angosci hai paura e sprechi energie
        Tutti ci conviviamo con questo pensiero perché è inevitabile, poi ognuno lo fa a modo suo ma sta nell inevitabile la chiave di lettura
        Io?ci convivo e aspetto, quando dirà il mio nome mi fermerò e sorridente la seguirò dove lei vorrà perché tanto alternative non ci sono
        Quindi?niente non ci si pensa e ci si gode quel che si ha e quel che si può finché si può

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      2. Grazie amico mio, ammiro la tua visione e condivido il tuo pensiero, ma un conto è capirlo e un conto è riuscire ad applicarlo. Sicuramente questo dispendio inutile mi consuma, infatti sono sempre stanchissima. Un abbraccio.

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  2. E non devi prendertela no,rammaricarti e dispiacerti se vuoi ma prendertela no
    Ci sono cose che davanti alle quali si è solo impotenti così è che funziona che ci piaccia o no

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  3. Non posso che assecondare il pensiero di tua madre. Vivi bene il ricordo del tuo vecchio compagno di scuola e buono amico di giochi e accetta il destino naturale di ognuno di noi. Nel vivere la propria esistenza, lunga o breve che questa ne verrà, è naturale che lasceremo in chi resterà dei ricordi (si spera buoni), magari dei rimpianti. Personalmente, con alle spalle già due attacchi ischemici transitori – e con la speranza che il terzo che verrà non mi sia fatale -, l’alternativa a non lasciare amarezza a seguito della mia dipartita potrebbe essere solo la via dell’eremo, cosa neanche tanto praticabile ai giorni nostri. Bisogna, ahi noi, accettare gli eventi.

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  4. La morte di un compagno di scuola è più dolorosa e scioccante di altre perché si è stati bambini insieme, credo. Se ne va l’adulto ma anche il bambino…. e poi c’è l’inevitabile accostamento alla nostra vita e alla nostra età. Non so se tua madre sia saggia o solo anziana: di sicuro, invecchiando, succede spesso. E ci si convive. Inevitabile.

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    1. Credo che mia mamma abbia la saggezza dell’inconsapevole… Lei vive alla giornata, le cose brutte le scaccia e mi dice di non pensarci, ha sempre fatto così per carattere, ora che è anziana ancor di più. Credo che non sappia fare altrimenti. Pensa, quando ero bambina e già allora avevo le angosce la chiamavo a letto perché non riuscivo a dormire, e lei per tranquillizzarmi mi rispondeva pensa ad Heidi!!! Non era proprio una psicologa… Scacciare i guai con qualcosa che ti piace, questo è il suo modo. È saggezza? Non lo so, so solo che io ho un carattere completamente diverso.

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  5. Monica, finchè “ce la prendiamo” ( e parlo pure di me) è segno che la mortale indifferenza non ci ha ancora afferrati. E’ segnale inequivocabile che siamo persone e non macchine.
    Capisco quanto scrivi; mamma mia è morta di Alzheimer e aveva pure un cancro.
    E sulla mia pelle porto i segni della sua sofferenza di anni fa..
    Ti abbraccio

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