Pensieri sparsi


You are beautiful

You are beautiful, 100×120 olio su tela 2015

Questo post andrà formandosi a ruota libera, un po’ assurdo, senza capo né coda e senza scopo, incompleto e svagato, sarà lo specchio di come mi sento in questi giorni.

I pensieri arrivano e se ne vanno così veloci che spesso non ho voglia nemmeno di fissarli. Sono giorni che mi dico di scrivere due righe su questo blog, di parlare un po’ di me, del mio stato attuale di persona e di artista ma non ho mai trovato né il tempo né la voglia. Oggi, reduce da giorni che hanno interrotto la mia routine pittorica e che mi hanno prosciugato energeticamente, mi sono messa al computer a sistemare un po’ di cose, ed ho pensato di fare un post un po’ a ruota libera.
Il 2015 è stato un anno molto intenso a livello artistico, ho dipinto molto, partecipato a mostre e concorsi, ho incontrato finalmente una gallerista che crede nel mio lavoro, ho allestito una personale permanente in un locale fantastico…insomma ho macinato colore e idee e in questi giorni che mi sono fermata mi è crollata addosso tutta la stanchezza e tutti i dubbi che periodicamente mi assalgono.
La fine dell’anno porta sempre a fare dei bilanci e viene da porsi la domanda se quella che si percorre sia la strada giusta o meno, se ciò che facciamo trovi un giusto riconoscimento, se vogliamo continuare a percorrere una via o se vogliamo cambiarla… Oggi pensavo di dipingere, poi ho sentito che non avevo l’energia giusta, che avrei potuto rovinare un lavoro iniziato bene ed ho preferito rimanere ferma un altro paio di giorni.
A volte mi chiedo a cosa serva tutto ciò, questo correre, questo creare come una forsennata… nei periodi di stanca tutto è fatica, e non mi riferisco alla realizzazione delle opere ma soprattutto al lavoro di promozione che viene insieme ad esse, quella promozione che è necessaria se si vuole dipingere come professionisti e non solo come passatempo; forse è quello che mi pesa, che mi stanca… quel dovermi occupare di cose che mi portano via forza e che danno scarso frutto, è quel tentare di ragionare in modo creativamente pratico che mi sfibra, è quella lotta continua contro la Monica che vorrebbe pensare a dipingere senza preoccuparsi del concreto mercato dell’arte, un mondo in cui non mi trovo e non mi riconosco. Oltre a questo non sono solo un’artista, e da persona devo affrontare anche cose che esulano ovviamente dalla pittura ma che portano via moltissimo tempo ed energia, cose pratiche che tutti affrontano ma che non tutti hanno la capacità di assorbire allo stesso modo.
Talvolta mi sembra di essere una spugna che si gonfia con una sola goccia di acqua, mi saturo immediatamente e non c’è posto per tutto ciò che arriva dalla vita.
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