Mese: maggio 2014

Cure termali – racconti semiseri di un’esperienza


L’assistente

Arrivi, è la prima volta, sai che devi fare qualcosa dall’otorino per curare una stenosi tubarica, un qualcosa di poco piacevole ma di breve durata.
All’accoglienza ti danno un numerino e ti mandano dall’assistente.
La signora, dalla faccia piuttosto stanca e provata dal clima termale,  ti imbavaglia e ti piazza davanti al getto di vapore di acqua curativa. Tu allibita protesti che sei  venuta solo per le insufflazioni tubo timpaniche. Lei ti guarda storto e ti dice: signora, prima si fa la preparazione. 10 minuti di inalazioni, 10 minuti aereosol, poi quando è il suo turno la visita dall’otorino che valuterà la situazione.
Tu guardi il numerino e vedi che per la valutazione dovrai aspettare almeno le venti persone che sono arrivate prima di te.
Ti siedi rassegnata e cominci con l’autoconvincimento di quanto il vapore farà bene al tuo viso,  a fare il training autogeno dicendoti che 20 minuti in ozio assoluto non ti uccideranno, che potrai comunque usare questo tempo per pensare.

Le bionde

Arrivano, sono due, vestite di tutto punto, biondissime, truccatissime e la prima cosa che ti chiedi è come non sia loro colato tutto dopo dieci minuti di inalazione di vapore termale.
Avranno un’età intorno ai 70, e tu, quarantenne in tuta da ginnastica, le guardi tra lo schifato e l’incuriosito pensando che non hai nulla a che fare con loro, che non sarai mai come loro.
Poi agisce il caldo, agisce il tempo, le ore passano erchè tu possa arrivare alla sedia dell’otorino. 
E tu, disperata per il calore che ti sfinisce, per la batteria del cellulare che è morta e non sai più come distrarti, ti ritrovi a chiacchierare con loro di banalità assolute, e finisci quasi per trovarle simpatiche.

La buona samaritana

Per una che viaggia con la massima a 90 le cure termali sono come una mazzata tra capo e collo.
Potevi scansarti il collasso di pressione? Ovviamente no.
Le terme, specialmente nel settore otorinolaringoiatrico, pullulano di persone anziane, alcune scatarrano altre sembrano reggere l’anima coi denti, ma l’unica che si sente male e rischia di cadere a terra sei tu, quarantenne dall’apparenza florida.
La signora ti vede sbiancare e ti accompagna solerte al bar, ti fa sedere e ti offre subito un cappuccino. 
Nel mentre che ti stai riprendendo ti ha già raccontato la storia di tutta la sua famiglia, tu per cortesia e gratitudine annuisci e cerchi di interagire, ma niente, la signora pare che ti ascolti ma in realtà, indipendentemente da cosa le dici, continua imperterrita seguendo il filo del suo discorso.
Dopo un’ora di questa pseudo conversazione ti guarda e ti dice:
Non si senta obbligata a parlare eh, se vuole fare le cose sul cellulare faccia pure! Sa anche mia figlia, che avrà più o meno la sua età, è sempre col cellulare in mano a fare chissà cosa.
Grazie signora, le dico con sollievo.

L’otorino

Io lo so cosa pensa durante questa catena di montaggio: tanti anni di studio per star qui con un caldo infernale, a sturare orecchie. 
E la capisco sa, deve essere avvilente. 
Ma deve rendersi conto che, per chi queste orecchie le ha tappate, il suo lavoro di stasatura è molto importante. 
se solo ci facesse sentire meno carne da macello potremmo anche volerle bene.