Mese: aprile 2014

letto&detto , le mie risposte a 10 domande


Monica SpiccianiOggi sul blog della Biblioteca Comunale di Spinea (Venezia) sono stata ospite con le mie risposte alle 10 domande che vengono poste a personaggi del mondo dell’arte e della cultura.

MONICA SPICCIANI [pittrice]

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Perché non potevo farne a meno. Anche se per definire l’arte un mestiere bisognerebbe riuscire a guadagnarci di che vivere e spesso non è così.
Ho sempre voluto dipingere, ma prima di potermi dedicare completamente alla pittura, ho dovuto prima conseguire un diploma di ragioneria patteggiando con i miei genitori apprensivi.
2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Libera. Anche se non sempre si riesce a conseguire la giusta e vera libertà di mente e spirito per dipingere onestamente. Spesso viene da cercare il consenso altrui, ma questa ricerca porta fuori strada da ciò che si è veramente, e la mancanza di autenticità alla fine emerge, passa attraverso la tela e arriva a chi guarda.
3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Ricordo quando inaugurarono la sede ristrutturata della Biblioteca della mia città, Montecatini Terme, con una mostra di Giovanni Fattori.
All’epoca cantavo in una corale di musica operistica e fummo invitati a tenere un concerto in tale occasione. La mostra era bella così come la struttura che avrebbe ospitato i libri.
4. Come definiresti la biblioteca?
Un luogo di sapere e aggregazione poco conosciuto. Sono molti i servizi che si possono trovare in biblioteca ma spesso non ci si pensa. Ho scoperto da poco la Media Library On Line e la trovo una risorsa ottima in più al classico prestito dei libri cartacei.
5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Risposta banale: i libri.
6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Non so se è stato proprio il primo ma credo Pinocchio, in prima elementare.
7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Leggo molto per cui ho diversi libri del cuore, sul mio blog di letture commentate ho un tag che raccoglie tutti i miei preferiti, ma se devo dirne uno su tutti mi viene in mente “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi perché lo trovo semplicemente perfetto, una sintesi di forma e contenuto senza difetti a mio avviso.
8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Intanto consiglierei di leggere a prescindere.
Comunque per dirne uno consiglierei “Franny e Zoey” di Sailinger, io l’ho letto a 43 anni, ma è un romanzo adatto ai giovani per l’argomento trattato con uno stile raffinato.
Purtroppo da adolescente non ho avuto né in famiglia né a scuola qualcuno che mi consigliasse libri adatti ad una formazione letteraria decente, ho sempre letto molto ma nulla con uno spessore culturale significativo fino ad una certa età, e mi è mancato. Mi trovo adesso a dover soddisfare tutta la fame di buona letteratura che ho accumulato.
9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere fa bene perché apre la mente, porta a riflettere sui temi più svariati, migliora la proprietà di linguaggio e quanto più siamo padroni della nostra lingua quanto più possiamo esprimere le nostre opinioni e comprendere quelle altrui.
10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A nessun’altra, non sono brava a dare risposte.
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La scatola dei ricordi


Nonna Piera fidanzata da poco
In occasione della Twittlettura de “I piccoli maestri” di Meneghello, romanzo sulla Resistenza durante la seconda guerra mondiale, sono andata a rovistare nella scatola contenente le vecchie foto della mia famiglia.
In casa sono io la detentrice del vecchiume familiare, poichè mia madre non si è mai appassionata ad un certo tipo di ricordi.
Nella scatola ci sono fotografie di nonni, bisnonni e anche di persone sconosciute, che mia madre, l’unica sopravvissuta, non  conosce o non rammenta. Per quest’occasione ho deciso di non partecipare alla lettura collettiva con i miei dipinti bensì con queste foto d’epoca, ricche di commozione e di verità, la verità della gente comune.
Spesso le fotografie venivano usate come lettere, andavano al fronte e tornavano a casa con scritte sul retro poche frasi di affetto.
Mia madre ha conosciuto suo padre solo quando era grandicella, per tutta la durata della guerra ha comunicato con lui solo tramite queste foto. Il nonno Guido è stato in Russia e in Germania dove lo hanno fatto prigioniero, ed è tornato a casa dalla germania a sorpresa, dopo due anni che mia nonna Piera non aveva sue notizie. Durante il ritorno dalla Germania fino in Toscana a piedi, ha salvato la vita ad un suo compagno di viaggio, il quale per la stanchezza stava cadendo in un burrone, e questo suo compagno gli ha mandato poi una foto-cartolina nel quale lo ringraziava.
Questi sono ricordi molto duri per chi li ha vissuti e molto belli per me che li ho raccolti, ed ho piacere di condividerli con chi mi segue.
Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera
Nonno Guido e Nonna Piera da fidanzati

Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera che scriveva a nome di mia madre Giovanna
Mia madre Giovanna
Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera che scriveva a nome di mia madre Giovanna
Mia madre con la Toppina

Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera che scriveva a nome di mia madre Giovanna
Mia madre con il cane nella foto mandata al nonno Guido in guerra


Foto-cartolina di ringraziamento al nonno Guido per aver salvato la vita


Nonna Piera e amiche

Nonno Guido all’ospedale militare

Mamma Giovanna con la sorellina Tina
Foto del nonno Guido in Russia

Foto di commilitoni con il nonno Guido

Nonno Guido nel campo di prigionia in Germania

Nonna Piera e amiche con le falci in mano

Foto della carta d’identità della nonna Piera