Considerazioni sui tempi dei libri e la morte


A volte penso che devo accumulare libri da leggere per scongiurare la morte. Finchè avrò libri da leggere non posso morire.  Non posso nemmeno andarmene lasciando una storia a metà…e così appena finito uno ne inizio un altro, quasi per rendermi immortale.
Un miscuglio tra sete di saggezza e voglia di aggrapparsi alla vita tramite le parole scritte.
Questa frenesia di lettura mi è venuta da due o tre anni…ripensandoci in concomitanza con il mio effettivo rischio di morte.
Piano piano ho accumulato libri su libri, ho voluto  crearmi un parco di possibilità di conoscenza e sono presa dalla frenesia di leggerli tutti, li vorrei assorbire e metabolizzare con ingordigia, quasi a voler rimediare agli anni in cui ho letto poco o male tenendo a dieta la mia mente.
Quando devo iniziarne uno nuovo li guardo, rivolgo loro una muta domanda…chi di voi vuole essere letto? Vorrei leggerli tutti il prima possibile e allo stesso tempo voglio averne sempre da parte tanti come per allontanare la morte.
 I libri mi parlano e si fanno scegliere. Spesso capita che uno che desideravo ardentemente si renda inadatto al momento o a me stessa, altre volte al contrario un libro che inizio quasi per fargli un piacere si rivela al di sopra delle mie aspettative regalandomi momenti di pura delizia.
C’è un momento ben preciso per leggere un libro, dobbiamo avere la fortuna di scegliere quel momento lì, nè prima nè dopo…e purtroppo non sempre accade che abbiamo questa sensibilità o che il libro gridi così forte da farsi sentire da noi.
Una storia letta adesso e che amo magari se l’avessi letta anni fa non l’avrei capita, o apprezzata poco, e viceversa.
I libri che amo particolarmente decido di tenerli, chissà che non mi venga voglia di rileggerli più avanti per vedere se cambiando il momento canbia anche la sensazione e la traccia su di me, gli altri li rimetto in giro per il mondo e tramite la loro cessione ne prendo di nuovi in cambio: è così che mi sono fatta una libreria sostanziosa, con il baratto. A dire il vero li compro anche, difficilmente entro in una libreria senza che qualcosa fatto di pagine mi rimanga attaccato alle mani.
Il mio grande rammarico è la mia scarsa memoria, l’incapacità di trattenere pensieri e concetti e poterli esplicare a mia volta e condividerli con gli altri. Spesso di un libro mi resta solo una sensazione o poco più, se dovessi raccontare cosa ho letto due settimane fa non ci riuscirei…il godimento si ferma al momento stesso in cui leggo, sottolineo, prendo appunti per i miei commenti (la mia memoria virtuale!), poi se ne voglio parlare mi risulta difficilissimo. La speranza, anzi, la certezza è che tutto ciò che leggo rimanga incamerato in qualche parte di me, pronto a venir fuori al bisogno, o semplicemente atto a costituire un humus culturale che si crea e si modifica a mia insaputa e che mi rende migliore ogni giorno di più.

LE MIE RECENSIONI SUI LIBRI LETTI

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