Mese: aprile 2013

Considerazioni sui tempi dei libri e la morte


A volte penso che devo accumulare libri da leggere per scongiurare la morte. Finchè avrò libri da leggere non posso morire.  Non posso nemmeno andarmene lasciando una storia a metà…e così appena finito uno ne inizio un altro, quasi per rendermi immortale.
Un miscuglio tra sete di saggezza e voglia di aggrapparsi alla vita tramite le parole scritte.
Questa frenesia di lettura mi è venuta da due o tre anni…ripensandoci in concomitanza con il mio effettivo rischio di morte.
Piano piano ho accumulato libri su libri, ho voluto  crearmi un parco di possibilità di conoscenza e sono presa dalla frenesia di leggerli tutti, li vorrei assorbire e metabolizzare con ingordigia, quasi a voler rimediare agli anni in cui ho letto poco o male tenendo a dieta la mia mente.
Quando devo iniziarne uno nuovo li guardo, rivolgo loro una muta domanda…chi di voi vuole essere letto? Vorrei leggerli tutti il prima possibile e allo stesso tempo voglio averne sempre da parte tanti come per allontanare la morte.
 I libri mi parlano e si fanno scegliere. Spesso capita che uno che desideravo ardentemente si renda inadatto al momento o a me stessa, altre volte al contrario un libro che inizio quasi per fargli un piacere si rivela al di sopra delle mie aspettative regalandomi momenti di pura delizia.
C’è un momento ben preciso per leggere un libro, dobbiamo avere la fortuna di scegliere quel momento lì, nè prima nè dopo…e purtroppo non sempre accade che abbiamo questa sensibilità o che il libro gridi così forte da farsi sentire da noi.
Una storia letta adesso e che amo magari se l’avessi letta anni fa non l’avrei capita, o apprezzata poco, e viceversa.
I libri che amo particolarmente decido di tenerli, chissà che non mi venga voglia di rileggerli più avanti per vedere se cambiando il momento canbia anche la sensazione e la traccia su di me, gli altri li rimetto in giro per il mondo e tramite la loro cessione ne prendo di nuovi in cambio: è così che mi sono fatta una libreria sostanziosa, con il baratto. A dire il vero li compro anche, difficilmente entro in una libreria senza che qualcosa fatto di pagine mi rimanga attaccato alle mani.
Il mio grande rammarico è la mia scarsa memoria, l’incapacità di trattenere pensieri e concetti e poterli esplicare a mia volta e condividerli con gli altri. Spesso di un libro mi resta solo una sensazione o poco più, se dovessi raccontare cosa ho letto due settimane fa non ci riuscirei…il godimento si ferma al momento stesso in cui leggo, sottolineo, prendo appunti per i miei commenti (la mia memoria virtuale!), poi se ne voglio parlare mi risulta difficilissimo. La speranza, anzi, la certezza è che tutto ciò che leggo rimanga incamerato in qualche parte di me, pronto a venir fuori al bisogno, o semplicemente atto a costituire un humus culturale che si crea e si modifica a mia insaputa e che mi rende migliore ogni giorno di più.

LE MIE RECENSIONI SUI LIBRI LETTI

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"Bah, o te che giri?"


Genitori anziani? Come avere figli piccoli…
Stamani mia madre mi chiama : “Senti, hai tempo oggi di farmi vedere su internet quell’albergo dove si va al mare col comune?”
“Ok mamma, vieni verso le tre, facciamo presto perchè  voglio dipingere oggi pomeriggio”
Pranzo, mi rilasso un po’ in poltrona. Manca un quarto alle tre…che faccio? Va beh, cazzeggio un po’ su twitter…tanto se mi metto a fare qualcosa poi arriva mamma e mi devo interrompere.
Sono le tre…ok ora arriva mamma.
Sono le tre e 10…chiamo mamma sul cellulare per sentire se è per la strada…non risponde…la chiamo a casa forse le è capitato un impiccio e non è ancora partita….non risponde…la richiamo al cellulare …non risponde….
Provo a chiamare la signora che l’aiuta a pulire casa, forse è andata oggi da lei e si è dimenticata di dirmelo. 
No, la signora è casa sua e non sa nulla della mamma.
la richiamo al cellulare …non risponde….la richiamo a casa…non risponde….
Chiamo i suoi amici che vanno a trovarla tutti i giorni per sapere se sono andati lì e l’hanno fatta tardare…
Non sono da lei ma hanno pensato di andarci più tardi per parlare delle vacanze al mare con il comune.
la richiamo al cellulare …non risponde….la richiamo a casa…non risponde….
Ok, Panico. 
Comicio a vedere mia mamma caduta in terra che sente lo squillo del telefono e non può rispondere…oppure che ha perso conoscenza…
ok, mi vesto e vado a vedere.
Mi scapicollo per le scale e quando arrivo davanti casa sua te la trovo in giardino beata e serena che stende i panni.
Mi guarda stupita : “Bah, o te che giri?”
“Mamma io ti strozzo! Mi hai fatto prendere un colpo! Ma non dovevi venire alle tre a casa mia?”
“Uhhh…me lo sono scordata…”
“Ti ho chiamato mille volte!”
“ero qui, sai è venuta l’Anna a trovarmi, ci siamo messe qui fuori…”
Ovviamente il cellulare è abbandonato in casa chissà dove e il telefono di casa non lo sentiva.
Le ho dato un bacino, vista la paura che le fosse successo qualcosa non mi sono neanche arrabbiata con lei, contenta che si era scordata del nostro appuntamento sono rimontata in macchina e sono tornata a casa. 
Nel frattempo mi è venuto un bel mal di testa da tensione… sai che ispirazione ho adesso per dipingere…

La volontà di farti sentire una "merda"


Spesso capita di incontrare gente in strada che ti chiede soldi, di firmare qualcosa (che poi dopo la firma ti chiede i soldi lo stesso) per qualsiasi causa, da qualsiasi parte…
Siamo bombardati da appelli per mandare sms solidali quando per questo e quando per quello. Ovviamente non si può aiutare tutti a meno che non si sia dei miliardari molto generosi.
credo che se ognuno scelgliesse una causa a sè confacente, che sente più vicina per motivi suoi sarebbe già qualcosa.
Personalmente quando posso aiuto ed ho aiutato, ma non è mia intenzione elencare qui ciò che di buono ho fatto, sarebbe di pessimo gusto e soprattutto non tutte le cose personali mi va di sbatterle sul blog, dico solo che se faccio un passo verso l’altro lo faccio sul sentiero che per me è più adatto.
Stamani sono uscita per una passeggiata e sono andata in centro dove per ben due volte sono stata “abbordata” da due aitanti giovanotti che stazionavano vicino ad un tavolino con scritto Unicef. Al secondo abbordaggio gli ho detto che già prima ero passata e che non era mia intenzione fermarmi ad ascoltarli al che il tipo mi ha risposto : ” Ma a lei non importa nulla dei bambini?” Dire che lo avrei strozzato è poco. Con quale diritto tu vuoi farmi sentire una “merda” perchè non mi fermo davanti alle tue richieste?Cosa ne sai della mia vita? Avrei voluto rispondergli :”certo che m’importa dei bambini, come m’importa dei malati di cancro, dei malati di sclerosi multipla, malati di sla, dei malati di tutte la malattie più assurde e rare compresa quella per cui sono stata operata, m’importa dei cani e dei gatti randagi, del buco dell’ozono, delle razze a rischio di estinzione…m’importa del mondo intero, ma poichè non sono ricca cerco di fare del mio meglio aiutando chi nel mio piccolo ho scelto di aiutare”
Ma ovviamente non gli ho detto tutto questo.
Quella faccia di bronzo a mio parere non meritava una risposta del genere… L’ho semplicemente incenerito con lo sguardo e gli ho risposto ” No, dei bambini non me ne frega nulla”, ed ho continuato la mia passeggiata che doveva servire a distendermi i nervi.