Mese: febbraio 2012

La Toppa


Sono due anni che vivo con “La toppa”. A volte vivo normalmente come se nulla fosse, e a volte, nei momenti più impensati mi viene in mente… mi tocco  la cicatrice sulla nuca e penso che ho una toppa di lattice sulla membrana del mio cervello…e mi sento per un attimo agitare…e se si stacca? e se si rompe? Mi sento su una bomba ad orolegeria…ma poi mi dico che sulla bomba ci stiamo seduti tutti, che chiunque può scivolare in terra, può cadere dalle scale, può finire sotto un’auto e puff! Tutto finito. Però “fa strano” pensare a questa parte non umana nella mia testa…non è un pezzo da donna bionica in una gamba o in un braccio…sta proprio lì, appoggiata al cervello, la sala dei comandi di tutto ciò che è la nostra vita. Ovviamente la benedico, la toppa, credo mi abbia salvato la vita… ma è inevitabile pensare: Per quanto? Ma poi mi dico di nuovo che per tutti in fin dei conti è così, ognuno di noi può farsi la stessa domanda: Per quanto? E allora mi rimetto a vivere la mia vita e ricomincio a fare le mie cose.

Le tappe della vita (curriculum tragicomico)


-a 0 anni ho subito rischiato di morire nascendo cianotica…e si comincia bene! Inoltre probabilmente avevo già la malformazione di Arnold Chiari, ma questo l’ho scoperto solo a 39 anni!

– a 3 anni il mio primo disegno incorniciato! Inoltre ho conosciuto la mia amica Rosa all’asilo (l’unica cosa bella dell’asilo a dire il vero e l’unica amica che mi è rimasta vicina sempre fino ad oggi)
-a 4 anni mi hanno tolto delle tonsille sane e mi hanno procurato un trauma psicologico con fobia delle scale tuttora permanente.
– a 6 anni la prima gatta veramente “mia” (Fufina) che ha vissuto 18 anni e mi ha fatto tanta compagnia. Tutta la mia vita è stata sempre piena di animali e tuttora lo è …e credo che siano una compagnia meravigliosa per chiunque.
-a 8 anni ho iniziato a ingrassare e mi chiamavano palla di lardo (non ho mai capito perchè la mia amica grassa come me nessuno la prendeva in giro..)
– a 11 anni dopo una vita di giochi da maschio ho scoperto le Barbie, ma sono durate poco perchè poi ho smesso di giocare.
– a 12 anni sono dimagrita e nessuno mi riconosceva più…non so perchè ancora adesso a 40 anni mi dicono ” ma come sei dimagrita!”…beh sono 28 anni che ho un peso decente…te ne accorgi adesso???
Sempre a 12 anni mi hanno messo pure l’apparecchio…e per mettermelo hanno deciso che avevo troppi denti in bocca e non c’entravano così me ne hanno tolti 4 sani…manco a dirlo che qundo poi sono spuntati quelli del giudizio hanno spinto di nuovo tutto avanti e addio lavoro del dentista…
-a 15 anni il mio primo colpo di fulmine…ovviamente non corrisposto…e non contenta mi sono rinnamorata sempre di lui anche a 18…praticamente tutta l’adolescenza presa di uno che nemmeno  sapeva che esistessi…
-a 18 anni il mio primo bacio con uno sconosciuto brutto come la fame in discoteca…una vera schifezza!
-a 19 mi sono “fidanzata” con un compagno di scuola che mi sono fatta piacere, e mi ci sono convinta così tanto che poi alla fina mi sono innamorata davvero. Sempre a 19 anni, finalmente dopo 5 anni di ragioneria (bastava prendere un diploma a caso), sono andata all’ accademia di Belle Arti ed ho realizzato il mio sogno.
– da 19 a 28 anni una sorta di buco nero…o meglio vita da fidanzata con frequentazione di gruppo parrocchiale e di amici che si sono sposati uno ad uno, preparazione di matrimoni altrui, festeggiamenti di nascite ecc. ecc. Alla fine a 28 anni mi sono sposata anche io con tutti i crismi, ormai ero un’esperta di matrimoni dopo i preparativi di tutti gli altri. Mio marito ha perso la fede in viaggio di nozze…sarà quello che ha portato male? Non solo siamo rientrati in anticipo a causa di una gastroeneterite da batteri con tanto di ricovero in ospedale turco.
-a 29 anni ho avuto il mio primo grosso lutto, è morto mio padre, ed ho scoperto di non essere in grado assolutamente di elaborarlo e di non avere accanto una persona che potesse aiutarmi. E qui mi fermo.
-A 30 anni ho scoperto che mi piaceva la Nutella…e sono entrata in un coro gospel che mi ha cambiato la vita in tutti i sensi, ovviamente non ci sono entrata perchè mi piaceva la nutella, sono semplicemente due fatti accaduti.
– a 32 anni è successo un gran casino: mio marito si è innamorato non corrisposto di una mia amica (con la quale sono ancora in ottimi rapporti mentre con mio marito ho divorziato), dopo un mese che mio marito ha fatto le valigie ho incontrato l’uomo più meraviglioso della terra che si è innamorato pazzamente di me (per fortuna con questo ci sto ancora insieme!) e dopo un anno di tira e molla e confusione tra i due a non finire ho chiuso il capitolo matrimonio.
– a 34 anni ho iniziato a costruire la mia casetta nei campi che erano dei miei nonni, i soldi erano pochi e per risparmiare io e il mio compagno abbiamo fatto moltissime cose da soli, compresa la  settimana di passione a spalare una montagna di terra…in quella casa ci sono le gocce del nostro sudore e del nostro sangue…ma ne è valsa la pena.
– a 35 anni la vacanza più bella della mia vita in Sicilia, la prima vacanza con Luigi.
– a 38 anni la folgorazione: il Portogallo. Talmente fissata con questo paese e la sua gente e Lisbona che ho deciso di imparare il portoghese e tuttora mi guardo le novelas portoghesi sul satellite.
Folgorata anche dal Fado, musica stupenda che mi è entrata nelle viscere e sono stata costretta a cantarla per non esplodere…peccato che il gruppo messo su è durato poco ma la soddisfazione di aver cantato a Lisbona non me la scorderò mai…ah che saudade!!!!!!!
– a 39 anni sono morta e poi risorta. La malformazione che ho scoperto di avere si è manifestata e ho dovuto farmi aprire la testa perchè rischiavo l’ictus e altre conseguenze poco piacevoli. Praticamente ho scoperto di essere una specie di Dobermann…con il cranio  troppo piccolo per contenere tutto il cervello…per cui mi hanno fatto posto e rattoppata. Prima di entrare in sala operatoria ho pensato davvero che non mi sarei svegliata più…e invece dopo 5 ore di operazione mi sono destata per un attimo, giusto il tempo di sentire un dolore terribile e di vomitare, poi mi hanno di nuovo sedata…e mi fermo qui.
-a 40 anni ho scoperto la Coca Cola ( diciamo che ne sono diventata dipendente) ed ho imparato che si può anche uscire senza ombrello quando piove…non è la fine delmondo se ci si bagna un po’…Ho inoltre ricominciato di nuovo a leggere come una forsennata leggendo 60 libri in un anno, devo recuperare gli anni in cui non ho letto.
– a 41 anni (cioè ora) ho deciso di continuare a dire che ho 40 anni.

Chi spegne la luce?


Quando andiamo a dormire la sera è un po’ come morire, nel momento in cui spegnamo la luce è  come decidere di aver vissuto a sufficienza e poter mettere un punto soddisfatti.
Personalmente non sopporto che qualcun’altro spenga la mia abat jour, è come se la morte arrivasse e mi cogliesse impreparata…rimango lì al buio ancora sveglia, con la sensazione di non aver deciso io. La luce spenta da qualcuno che non sono io la vivo come una vera e propria violenza psicologica…
Mi sdraio, mi sistemo nel letto, tolgo il cuscino e aspetto che il sonno arrivi…e solo quando sento che sto per addormentarmi davvero posso spegnere la luce e dare al mio corpo la possibilità di riposare.

La difficoltà dell’essere liberi (riflessione a cuore aperto)


Un artista per definizione dovrebbe essere libero…ma quanto lo sono io in realtà?
Quanto dipingo ciò che realmente voglio e quanto cerco anche inconsciamente di dipingere ciò che gli altri vogliono e si aspettano da me?
Quando ho provato a dipingere per compiacenza , non solo non ho sentito gratificazione e piacere fisico nel farlo, ma ho avuto l’impressione di sortire l’effetto completamente contrario…di fatto i quadri “liberi” sono i più apprezzati, o almeno sono i più apprezzati dalle persone intelligenti.
Ci sono giorni in cui penso che vorrei mandare al diavolo il mondo dell’arte intero ed infischiarmene altamente di una possibile commercializzazione dei miei lavori. 
Vorrei mandare al diavolo lo spazio insufficiente a contenere opere di grandi dimensioni, vorrei mandare al diavolo il mio fisico insufficiente a darmi l’energia per dipingere ore ininterrottamente…vorrei mandare al diavolo tutti i limiti fisici e mentali che si frappongono tra me e la pittura. Il primo passo per mandare al diavolo tutto è questo post. 
Da oggi ho deciso di mostrarmi apertamente qui, sulla rete…
il blog in fin dei conti non è un diario? Ho voglia di essere conosciuta per come sono, basta pubblicare solo post di facciata per pubblicizzare esposizioni, eventi,iniziative…
da oggi voglio esternare ciò che ho nel cuore, nella testa e sul gozzo. Basta pensare di dover dare un immagine di me, basta pensare di commerciarmi da sola e di dare una faccia asettica. Io non sono asettica, non sono una commerciante d’arte, non so fare marketing…e soprattutto io non voglio fare marketing dei miei lavori e di me stessa, voglio solo dipingere.
A 40 anni devo ancora organizzarmi la vita, penso come se ancora avessi davanti secoli ma vivo con il terrore di morire domani e di non riuscire a terminare i progetti iniziati.
Uno Chef che stimo mi ha detto che sono troppo precisa per essere un’artista…beh, più che precisa sono maniacale! Probabilmente ho così tanto kaos dentro di me che almeno fuori ho bisogno di ordine…
La mia più grande aspirazione adesso è il raggiungimento della libertà mentale, un “chissenefrega” autentico e totale verso il giudizio altrui e soprattutto verso il giudizio che io per prima opero su di me.
Quanto è’ difficile essere realmente liberi… ma  ho la ferma convinzione che solo la libertà ci può dare gli strumenti per andare avanti per la nostra strada, e forse solo quando smetteremo di cercare conferme e di giudicarci  queste arriveranno da sole.